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Intervista: Pablo Quintanilla – Dakar 2020

22 gennaio 2020

Ottenendo il miglior risultato di Husqvarna alla Dakar con un eccellente secondo posto assoluto, l’Airohrider Pablo Quintanilla esprime le sue opinioni sulla gara appena svolta. Composto da una miscela di paesaggi e terreni che coprono quasi 8000 km in 12 giorni difficili in Arabia Saudita, il "rally-raid più duro al mondo" è stato all'altezza della sua reputazione.

È stata nuova la località scelta per la Dakar 2020, come la paragoni rispetto alle precedenti edizioni in merito al terreno ed alle condizioni? E questo ha reso più difficile o più facile la Dakar rispetto a quella svolta in Sud America?

Pablo Quintanilla: “Questa Dakar è stata un nuovo capitolo per tutti. È difficile confrontarla con le altre edizioni, perché sebbene abbiano una geografia comune, ci sono dettagli che le rendono diverse. In Arabia Saudita sono stato colpito dall'enormità del deserto, in alcuni punti c'erano montagne, valli e aree rocciose in cui sembrava di essere su un altro pianeta. Faceva molto freddo all'alba e la sera – è stato completamente diverso dal Sud America ed anche i tratti stradali prima di iniziare le speciali erano più difficili. Ma gestire le tappe con meno caldo è stato più piacevole, almeno mi ha permesso di risparmiare un po' di energia fino alla fine."

Questa è stata la tua ottava Dakar ed anche il tuo miglior piazzamento nella generale. Deve essere davvero fantastico?

“Ho fatto diverse Dakar - in alcune non sono riuscito a finire, ho ottenuto due quarti posti, un terzo e ora un secondo posto. Qualcosa che nessun pilota del Cile o del Sud America aveva realizzato. È una bella sensazione e mi riempie di orgoglio, ma la cosa più importante è che mi dà un'enorme motivazione per continuare a cercare la vittoria.”

Gli ultimi 12 mesi sono stati un lungo e, a volte, difficile viaggio per te dopo l'infortunio della Dakar nel 2019. Puoi darci alcune informazioni rispetto alla Dakar precedente?

“Guardando indietro, vedo tutte le sfide che ho dovuto affrontare. L'anno scorso stavo per finire sempre secondo quando mi sono infortunato. Capisco che la cosa più importante è il percorso che fai, non l'obiettivo stesso. Ho imparato molto negli ultimi 12 mesi e questo mi ha insegnato molto sulla vita."

Puoi parlare della quarta tappa? A giorni alterni hai finito nella top 10, ma quel giorno sei arrivato 14°. Hai detto "a volte fai solo un po' di fatica ..."

“È stata la fase più difficile che abbiamo affrontato: navigazione complicata e un mix di terreno con rocce, fiumi secchi e strade di montagna. La verità è che non mi sentivo molto a mio agio. Ho avuto un problema con il mio freno anteriore e quindi ho trovato difficile rimanere concentrato. Poi ho fatto un paio di errori con il road book, che mi sono costati ancora più tempo. Dopo quello che mi è capitato, ho deciso di arrivare al termine della speciale in sicurezza e di concentrarmi per il giorno successivo.”

Hai imparato qualcosa che puoi prendere dalla Dakar di quest'anno, per migliorare il prossimo anno?

Ho avuto una Dakar con alti e bassi, come in tutte le cose, ma mi è piaciuto e il mio impegno è stato al massimo, perché provo molta passione e rispetto per il mio sport. Ho fatto del mio meglio come sempre e ho vinto due tappe. Devi cercare di trovare un modo per divertirti ogni giorno, perché altrimenti la Dakar può diventare troppo stancante."

C'è stata una speciale in particolare che ti è piaciuta durante la Dakar di quest'anno?

“La nona tappa rimarrà per sempre nella mia memoria e nel mio cuore. Abbiamo iniziato con un tratto di trasferimento di 370 km al mattino presto, molto freddo, un po' buio, ed è stato difficile per me spingere dopo la morte di Paulo. C'erano molti sentimenti là fuori in gara, ma io sono un professionista e sapevo come controllare le mie emozioni per continuare la gara. Ho iniziato a sentirmi bene, a cercare un ritmo aggressivo e quando l'ho raggiunto ho premuto il più possibile e ho vinto la speciale in onore di Paulo e di tutta la sua famiglia.”

Dakar è un vero gioco di squadra: il supporto della tua squadra è essenziale, ma qual è il segreto per non impazzire quando passi così tanto tempo insieme nelle due settimane?

“La Dakar è un test così duro e lungo che richiede il massimo sforzo e la passione di tutti coloro che fanno parte del team Rockstar Energy Husqvarna. La maggior parte della squadra è stata insieme per anni nel campionato del mondo ed alla Dakar, quindi ci conosciamo bene ed impariamo a rispettare lo spazio di tutti. Siamo professionisti e mettiamo il nostro dovere al di sopra delle emozioni personali."

Quindi, guardando al futuro, quali sono i tuoi piani per il 2020: rimani in forma, veloce e cerchi sempre la vittoria?

"Il mio prossimo piano per il 2020 è prendere un paio di settimane di vacanza. Ho bisogno di riposare e dimenticare di correre per un po' e di dover alzarmi a fare colazione alle tre del mattino! Il 17 febbraio tornerò ad allenarmi e poi sarò felice di parlare di nuovo delle corse."

 

Dakar 2020, Classifica dopo l’ultima speciale 12

2. Pablo Quintanilla (Husqvarna)

12. Adrien Metge (Sherco)

22. Jacopo Cerutti (Husqvarna)  

 

credits: husqvarna-motorcycle.com

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